Il cavallo come contenitore di emozioni

 

Data la fenomenale presenza di fonti delle più svariate epoche e provenienze, a scrivere di cavalli c’è spesso il rischio di fare brutte figure, esprimere banalità, pensieri scontati e più volte espressi. Data l’autorevolezza di chi ci richiede due righe sull’argomento, non possiamo però sottrarci da questa potenziale minaccia e correremo i rischi del caso…

Di cavalli l’uomo ha sempre scritto, parlato e – dai suoi primordi – ha con loro convissuto, “gravandoli” di molti ruoli, oltre quello meramente alimentare, e cioè caccia, lavoro, guerra, trasporto e/o sport. La millenaria collaborazione utilitaristica fra noi e questi insostituibili equidi, a causa della più recente fase del mondo industriale (quella a noi contemporanea) ha iniziato a rallentare, fino quasi a scomparire. Il cavallo non aveva quindi più ruolo per esserci materialmente utile già dal primo dopoguerra. Fortunatamente per noi tutti, a questa caduta di interesse pratico, ha corrisposto un sempre più rilevante bisogno QUALITATIVO del cavallo, principalmente basato sullo sport ludico e competitivo, la compagnia, il turismo (equestre), l’ippoterapia.

In quanto figli del nostro tempo, come potremmo quindi filosoficamente concepire questa figura animale per il “pianeta uomo”? A nostro avviso, il cavallo è da considerare come un contenitore di emozioni archetipiche, un contenitore di tale versatilità emozionale che tante ne può contenere, così come tanti sono i nostri sogni (paradossalmente, molto meno versatili sono i ben più domestici cane e gatto). Ma al di là di queste descrizioni generaliste, si possono ‘pesare’ queste nuove emozioni per il mondo del cavallo nelle sue più svariate declinazioni?

Esiste un potente marcatore per chi abbia queste curiosità da soddisfare… THE HORSE LAKES di Avigliana (Torino), recentissima struttura dilettantistica per appassionati ippofili che, grazie ai suoi gestori, turbo-animatori, nonché caratterialmente irresistibili Paolo e Antonello (attenti a quei due !!), in un pugno di mesi è diventata salda e riconosciuta realtà di questo nostro mondo, ideale luogo dove coniugare amicizia, simpatia, passione per il turismo equestre e per discipline ‘serie’ come il salto ad ostacoli e il dressage…  Chi si voglia unire alla bella compagnia – dagli otto agli ottant’anni – sarà caldamente benvenuto. Su un punto siamo sereni nella raccomandazione: l’esperienza è da provare… e poi si vedrà…

aahh .. ultimo particolare .. da noi si ride, si ride tanto e di gusto!!

Ferruccio Capra Quarelli

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